Mese: Giugno 2017

Nuovi aggiornamenti dall’Europa

Digital Festival
Qualche giorno fa ho partecipato al Digital Festival a Bruxelles, per discutere delle politiche europee a sostegno delle startup digitali.
Con la Brexit e con la necessità di rifinanziare la versione 2.0 del Piano Juncker per gli investimenti comuni in Europa, dovremo evitare che le risorse vengano prese svuotando i programmi per il sostegno all’innovazione già esistenti, in primis Horizon2020 e lo SME Instrument.
Abbiamo discusso anche della necessità di bilanciare la regolazione con la libertà di innovare, per esempio nel caso delle nuove norme sul copyright e sul “data mining”, tema di cui mi sono ampiamente occupato, anche lanciando con alcuni colleghi la campagna “Save the Link”.
Sestri Levante sbarca a Bruxelles
Il 30 aprile ho voluto fortemente presentare al Parlamento Europeo due eccellenze liguri: l’Andersen Festival e il Premio Andersen, massime rassegne a livello italiano per il teatro e la letteratura per l’infanzia. Con la sindaca di Sestri Levante Valentina Ghio, e il direttore del Festival Leonardo Pischedda, abbiamo raccontato questo doppio evento che ogni anno trasforma in una fiaba la cittadina ligure. Dopo il patrocinio del Parlamento Europeo, arrivato due anni fa, bisogna rafforzare ancora di più il supporto delle istituzioni comunitarie a questa esperienza, che diffonde valori di pace e di integrazione ed è una grande attrattiva turistica per Sestri Levante e per tutta la Liguria.
Il ritiro della Clausola Molière
La Clausola Molière, ossia l’obbligo di uso del francese nei cantieri pubblici introdotto da alcuni enti regionali d’Oltralpe, costituiva una violazione dei trattati UE e metteva a rischio molti posti di lavoro di transfrontalieri italiani. In particolare l’adozione della clausola da parte della regione delle Alpi Marittime comportava un rischio enorme per molti lavoratori del ponente ligure. Per questo ho presentato alla Commissione un’interrogazione circa l’illegittimità della misura (leggi) chiedendo di intervenire per bloccarla. La firma di quattro ministri francesi che hanno sancito come illegale quel vincolo rappresenta dunque una grande vittoria per i lavoratori transfrontalieri e per chi si è unito alla mobilitazione.
A Trento per un’Europa
che riparta dai giovani
Si è svolto a Trento, dal 26 al 28 maggio, il congresso della Gioventù Federalista Europea. Sono stato felice di intervenire durante i lavori, perché credo che dalla riflessione delle giovani generazioni possano e debbano passare il futuro e la rifondazione del progetto europeo. I bisogni, le paure, le ambizioni di questa generazione, che pur essendo la più europea di sempre è quella che più paga i limiti dell’attuale UE, devono essere il punto di partenza di chiunque pensi che il futuro non sia il ripiegamento nelle chiusure dei nazionalismi, ma il rilancio di un vero progetto federale e la prospettiva degli Stati Uniti d’Europa. Solo con quella dimensione potremo competere e crescere nel mondo globalizzato, e solo così potremo difendere i valori di civiltà e di pace sui quali l’Unione è nata.

 

 Da Brando Benifei
La paura e la speranza
Tante volte, troppe, mi sono trovato a riflettere, in questo spazio e altrove, delle atrocità del terrorismo e delle conseguenze che la paura permanente provoca nelle nostre società. Veniamo da due settimane di straordinario orrore: il 22 maggio l’attentato alla Manchester Arena, e lo scorso sabato la barbarie che ha insanguinato di nuovo le strade di Londra. La stessa sera a Torino una folla che assisteva alla finale di Champions League è stata colta dal panico, con gravi conseguenze su alcuni, per un falso allarme bomba. La tristezza, il raccapriccio e lo smarrimento rischiano sempre più di sopraffarci. Nessuno è immune da questo rischio, e ai composti messaggi di reazione ci siamo quasi, disincantatamente, abituati. Eppure è giusto non cedere, e ricordarci a vicenda che continuare a seguire i valori di libertà e di apertura che sono propri dell’Europa è l’unica strada per non diventare complici della spirale disumana che ci attira giorno dopo giorno verso l’odio. Accanto a questo c’è l’obbligo di proteggere i nostri cittadini e di fermare i colpevoli, nonché di prevenire il più possibile questo orrore. Ciò pone con ancora maggiore forza il bisogno di più Europa e di un’integrazione sempre più intensa delle forze dell’ordine e di intelligence comunitarie. La nostra unione di popoli e di istituzioni, la prospettiva di un rilancio di valori e di civiltà nella culla europea, è la fragile ma necessaria speranza da cui dobbiamo trarre la forza di lavorare ogni giorno, per costruire una società politicamente e culturalmente capace di vincere l’odio e la paura.

 

Giovani Socialisti Europei a congresso
Si è svolto a Duisburg, in Germania, il tredicesimo congresso dei Young European Socialists, il movimento che raggruppa le organizzazioni giovanili che si richiamano ai valori del socialismo europeo. Ho partecipato ai lavori con la consapevolezza che lì stessero discutendo i gruppi dirigenti progressisti di domani, quelli che davvero hanno in mano il futuro dell’Unione. Il Congresso ha prodotto importanti risoluzioni e un documento strategico in vista delle elezioni europee del 2019, che affronta numerose questioni come istruzione, integrazione, lavoro, ambiente e molto altro (approfondisci).

 

Il lavoro si deve pagare. Sempre!
Stop a stage e tirocini gratis
Stage e tirocini non pagati sono una forma di ingiustizia e di sfruttamento che moltissimi giovani incontrano sulla loro strada. Purtroppo alcuni di loro vivono questo problema anche nelle istituzioni europee, presso le quali compiono percorsi formativi e professionalizzanti. Come Intergruppo Giovani dell’Europarlamento abbiamo ritenuto che la nostra battaglia contro la gratuità di queste esperienze dovesse partire proprio dalle istituzioni UE. Abbiamo già fatto firmare a oltre cento colleghi l’impegno di retribuire e fornire un vero programma formativo ai propri stagisti, e il prossimo passaggio è regolamentare per tutti il divieto di questa pratica, passando per la presidenza del parlamento. Il Venerdì di Repubblica ha dedicato al problema e alla nostra battaglia un interessante articolo che trovi qui.

 

Interrogazioni parlamentari
Campi di concentramento per omosessuali in Cecenia

In Cecenia moltissime fonti riferiscono che centinaia di omosessuali vengono arrestati e rinchiusi dalla polizia in veri e propri campi di reclusione, dove sono poi brutalmente torturati, spesso fino alla morte. I sopravvissuti vengono invece riconsegnati alle famiglie e ciò, per l’estrema omofobia presente in quella zona, equivale quasi sempre a una condanna a morte. Ho cofirmato un’interrogazione affinché l’UE adotti ogni misura e pressione per fermare questo raccapricciante sterminio e proteggere gli omosessuali ceceni (leggi).

Glifosato e sicurezza ambientale

In attesa di definitive valutazioni scientifiche la Commissione Europea ha esteso di qualche mese il permesso di utilizzare glifosato, purché i prodotti fitosanitari che lo contengono non contengano anche il coformulante ammina di sego polietossilata, ritenuto di estrema tossicità e una minaccia per la salute pubblica. Alla luce di questa pericolosità, insieme ad altri colleghi, ho fimato un’interrogazione per essere rassicurati che la Commissione, nel periodo di valutazione sul glifosato, sia però certa che siano stati ritirati ovunque dal mercato i prodotti contenenti il coformulante, senza eccezioni e deroghe (leggi).